Spudoratamente nuda e porca (Parte 2 di 3)
12 mar 2010
Scritto da rosy
Mi misi in ginocchio davanti al ragazzo prendendogli in mano il cazzo, era decisamente molto dotato, più di Enzo, pensavo che mi avrebbe fatto schifo, invece la cosa mi stava procurando uno strano piacere, avvicinai la bocca iniziai a leccarlo e succhiarlo, devo ammettere non era poi così male, anzi…
Mio marito prese la telecamera e inizio a filmare la scena eccitatissimo, anche l’altro ragazzo si fece avanti, scambiò qualche parola con Enzo e si coricò sull’asciugamano accanto a me, non ebbi il tempo di reagire mi tirò verso di sè, sentii il suo uccello durissimo infilarsi nella mia figa, non capivo cosa mi stava succedendo, non avevo mai scopato con altri uomini, ero terrorizzata, guardai verso Enzo che divertito ed eccitatissimo continuava a riprendere la scena, dicendomi di continuare, il primo mi venne copiosamente in bocca, mentre l’altro continuava scoparmi, ero talmente sconvolta che senza volerlo ingoiai tutto il suo sperma.
La cosa iniziava a piacermi, ero molto eccitata , ora ero io che me lo scopavo muovendomi su e giù sul suo cazzo, il ragazzo commentava scherzosamente
che ero molto larga, nonostante le dimensioni ragguardevoli del suo uccello, sembrava penetrare un burro (saranno state le due gravidanze ma in effetti sono bella accogliente) Enzo passo la telecamera al ragazzo già soddisfatto chiedendogli di riprendere tutto e intervenne in aiuto dell’altro, sentii anche il suo cazzo insinuarsi nella mia figa grondante di umori, lo facevamo di tanto in tanto in privato ma uno dei due era finto, mi stavo facendo scopare da due cazzi veri in figa, la sensazione era incredibile mi sentivo allo stesso tempo desiderata ma molto troia. Sarà stata la situazione ma poco dopo venni nell’orgasmo più violento della mia vita, era una cosa che non mi era mai capitata, ansimando rumorosamente e gli umori erano così copiosi che mi sembrava di fare pipì, a quella mia reazione anche Enzo e il ragazzo eccitatissimi mi vennero dentro, sentii un fiume di sperma riempire ogni angolo e spruzzare fuori dalla mia intimità. Ero esausta ma soddisfatta, uscirono entrambi, rimasi distesa a gambe aperte, la figa ancora dilatata e gonfia da cui usciva il loro sperma misto ai miei umori, non avevo il coraggio di aprire gli occhi ripensavo a quanto successo, mi sentivo molto troia, mi vergognavo terribilmente, Enzo mi consolò dicendomi che ero stata fantastica, anche i ragazzi, intuendo il mio imbarazzo cercarono di sdrammatizzare la cosa.
Alla fine mi convinsero, ormai il fatto era successo, inutile piangere sul latte versato, mi feci un bagno per pulirmi dallo sperma, tornai a distendermi e riposarmi al sole, la giornata continuò senza altri imprevisti, avevamo fatto amicizia con Paolo e Giorgio, i due ragazzi e conversavamo come se nulla fosse successo, intanto, il vento si era alzato e mentre loro andarono a fare surf, cercai ancora di giustificarmi con Enzo perché mi sentivo molto troia, ma mi tranquillizzò nuovamente dicendo che ero stata veramente fantastica, era una cosa che aveva sempre desiderato.
Quando fu l’ora di ritorno, Paolo ci invitò a mangiare e dormire a casa sua, aveva un villino per le vacanze poco lontano, dato che non avevamo ancora confermato l’albergo, accettammo volentieri. Dopo pochi chilometri arrivammo alla villetta, era in una zona residenziale tranquilla, era un classica
villetta per le vacanze, non molto grande, ci fecero sistemare nella stanza da letto matrimoniale posta sul soppalco, non vedevo l’ora di farmi un doccia, ne avevo un gran bisogno.
La serata scorse tranquilla e divertente i due ragazzi ci avevano cucinato degli spiedini di carne il vino e la birra certamente non mancavano e visto l’accaduto, forse per dimenticare, non mi resi conto di esagerare, sentivo un caldo incredibile e mi girava la testa, mi buttai sul divano, togliendomi la vestaglietta leggera sotto cui non portavo nulla, tanto ero stata nuda tutto il giorno con loro, ma evidentemente lo spettacolo che offrivo doveva essere eccitante, mio marito e i ragazzi mi raggiunsero quasi subito, mentre Enzo mi baciava Paolo iniziò a leccarmi la figa, ero già terribilmente eccitata, smisi di baciare mio marito e spontaneamente presi in bocca il cazzo di Giorgio.
Enzo fece spostare Polo e iniziò ad inserirmi le dita della sua mano nella figa, ne inserì quattro fino alle nocche, voleva mostrare ai ragazzi quanto ero larga, avevamo provato più volte a fare il fist-faking, ma non ci eravamo mai riusciti fino in fondo, forse dipendeva dalla sue mani troppo grosse, chiese a Paolo se voleva provare lui non aspettava altro, aveva una mano più piccola, molto liscia e affusolata, la unse perbene con un po’ di olio solare, io ero eccitatissima e bagnatissima, le sue quattro dita entrarono subito. Enzo prese la telecamera e inizio a filmare la scena dando indicazioni su come procedere io avevo smesso di succhiare il cazzo a Giorgio che si mise ad osservare, tutte cinque le dita erano ora nella mia figa, doveva inserire solo le nocche, avrei voluto dirgli smettere ma l’alcol che avevo in corpo me lo impediva, la barriera stava lentamente cedendo, sentii un breve fitta di dolore, nel momento in cui la sua mano mi scivolò completamente dentro, le grandi labbra si erano richiuse sul suo polso, ci fu un urlo generale di compiacimento, sentivo la mano di Paolo frugare nelle mie viscere non sentivo più dolore la cosa mi piaceva era una strana sensazione di continuo leggero godimento, voleva provare anche Giorgio, Paolo la sfilò lentamente, desideravo provare ancora quella situazione, guidai io la mano di Giorgio verso la mia figa, ero talmente bagnata eccitata e dilatata che entrò subito senza problemi, la sensazioni era sempre più forte, ansimavo e sudavo, Enzo voleva riprovare con la sua, fece uscire lentamente quella di Giorgio e iniziò ad infilare la sua, era più grande di quella dei ragazzi nonostante l’eccitazione e la dilatazione faticava ad entrare ma la desideravo a tal punto che gli presi il braccio e lo tirai con decisione verso di me, la sentii finalmente entrare accompagnata un forte dolore che svanì quasi subito, mi sentivo letteralmente aperta in due ma mi piaceva sentire la sua mano frugare nelle mie viscere. … (segue)
Spudoratamente nuda e porca (Parte 1 di 3)
11 mar 2010
Scritto da rosy
Il nostro rapporto era un po’ in crisi, non ci si parlava quasi più e il sesso era quasi solo un ricordo, avevo persino avuto il sospetto che Enzo, mio marito, mi tradisse, in realtà, il lavoro i figli ci tenevano sempre molto impegnati, così un giorno, decidemmo di concederci una breve vacanza, tutta per noi, organizzando un week-end al mare.
Partimmo la mattina molto presto per evitare il traffico, indossai un vestitino, molto corto, senza nulla sotto. La spiaggia che avevamo scelto era ancora deserta, appena arrivati mi sfilai il vestito rimanendo completamente nuda, Enzo apprezzò molto, anche perché la sera prima mi ero rasata con cura la passerotta, sapevo che gli sarebbe piaciuta, magari la sera ci sarebbe scappata una bella scopata come ai vecchi tempi.
Quando iniziarono ad arrivare altre persone presi dalla borsa il costume per coprirmi, ma Enzo insistette a farmi restare nuda, in fin dei conti il posto che avevamo scelto era appartato, dietro a una duna di sabbia riparato da un cespuglio, era piuttosto difficile vederci. Poco più tardi due ragazzi con il windsurf vennero a sedersi proprio davanti a noi, ero un po’ imbarazzata, erano molto vicini e dalla loro posizione potevano vedere molto bene le mie nudità, il fatto di essere completamente depilata, mi metteva un po’ in imbarazzo, dissi nuovamente a Enzo che forse era meglio se indossavo il costume ma insistette, gli piaceva mostrarmi, nonostante i miei 40 anni e un po’ di cellulite sono ancora una bella donna.
Non cera vento cosi, nell’attesa, i due ragazzi togliendosi anche loro i costumi, si stesero a prendere il sole a pancia in giù guardando nella nostra direzione. Enzo se ne accorse e mi sussurrò di divaricare un poco le gambe, prima sbuffai indispettita dicendo seccamente no, poi invece lo feci, aprii leggermente le gambe, sentivo i ragazzi parlare sottovoce, si divertirono a commentare i particolari delle mie nudità, il gioco iniziava a piacermi, mi eccitava l’idea di essere guardata intimamente da due sconosciuti, sollevai leggermente le gambe divaricandole di più, offrendo ai ragazzi una migliore visione della mia passerotta, fu anche una sensazione molto piacevole, mi sentivo scaldata intimamente da sole, le grandi labbra si erano schiuse, mostrando ai ragazzi la carne rosea e morbida delle mie parti più intime, Enzo era molto eccitato, mi guardava compiaciuto, gli era diventato improvvisamente durissimo.
Il sole scottava parecchio, chiesi a Enzo di spalmarmi un po’ di crema, non aspettava altro, prese il flacone e cominciò a spalmarmelai prima discretamente poi in modo sempre più audace, la cosa mi face eccitare, le gambe ancora divaricate e la mia figa completamente aperta lo mostrava chiaramente, le grandi labbra erano bagnate luccicanti al sole, Enzo cominciò a spalmarmi la crema vicino alle zone più intime, prima in modo discreto con la mano aperta e poi toccandomi e infilando il dito, gli chiesi di smettere, i due ragazzi a pochi metri da noi potevano vedere chiaramente tutto, e sentivo i loro commenti… pregandomi di non rovinare tutto, continuò a toccarmi, mi vergognavo terribilmente, nonostante l’imbarazzo, in breve fui sul punto di godere, Enzo se ne accorse e ritrasse la mano chiedendomi di continuare da sola.
Lo guardai seria e arrabbiata chiedendogli se era per caso impazzito, non lo volevo fare, insistette, ma il mio rifiuto era categorico, si girò imbronciato, dicendo che ero la solita, passarono alcuni lunghi minuti silenziosi, la situazione era pazzesca, ero su una spiaggia pubblica, completamente nuda e per far contento mio marito mi dovevo masturbare davanti a due sconosciuti, forse per sfida forse per la situazione talmente assurda, iniziai timidamente a toccarmi, lui si girò e baciandomi mi disse che ero brava, mi rendevo conto che la situazione stava degenerando.
Uno dei ragazzi si alzò avvicinandosi interessato e visibilmente eccitato chiese se poteva partecipare, io guardavo Enzo terrorizzata, mi sussurrò di prenderglielo in mano e fargli un pompino, avrei voluto scappare, non avevo mai preso in mano e tantomeno in bocca altri cazzi, Enzo era stata la mia prima e unica storia, non so in preda a cosa, forse per curiosità, lo feci (in fin dei conti il cornuto sarebbe stato lui).
Mi misi in ginocchio davanti al ragazzo prendendogli in mano il cazzo, era decisamente molto dotato, più di Enzo, pensavo che mi avrebbe fatto schifo, invece la cosa mi stava procurando uno strano piacere, avvicinai la bocca iniziai a leccarlo e succhiarlo, devo ammettere non era poi così male, anzi…
Mio marito prese la telecamera e inizio a filmare la scena eccitatissimo, anche l’altro ragazzo si fece avanti, scambiò qualche parola con Enzo e si coricò sull’asciugamano accanto a me, non ebbi il tempo di reagire mi tirò verso di sè, sentii il suo uccello durissimo infilarsi nella mia figa, non capivo cosa mi stava succedendo, non avevo mai scopato con altri uomini, ero terrorizzata, guardai verso Enzo che divertito ed eccitatissimo continuava a riprendere la scena, dicendomi di continuare, il primo mi venne copiosamente in bocca, mentre l’altro continuava scoparmi, ero talmente sconvolta che senza volerlo ingoiai tutto il suo sperma. … (segue)
Spingi! (Parte 8 di 8)
13 gen 2010
Scritto da claudia
Era più facile prenderla in quel modo quando lei era sopra di un altro uomo il quale poteva adattarsi ai suoi movimenti.
Entrai in lei con dolcezza, spinsi sin quando mi parve di percepire un suo singulto, un segnale che mi diceva di non spingere oltre. Restai immobile per darle il tempo di adattarsi poi presi a muovermi lentamente. Avvertivo chiaramente la presenza del fallo nel suo ventre mentre scivolavo in lei, una presenza dura e rigida che se da una parte limitava i movimenti di Claudia dall’altra ne acuiva il piacere. Poco alla volta il suo ano andava aprendosi sempre di più, quando ormai non le procuravo più dolore ma solo piacere mi spinsi totalmente in lei. Claudia sollevò, all’unisono della mia spinta, il viso al cielo e urlò.
- Muovilo! – le ordinai.
Rimasi piantato in lei ascoltando il fallo mosso dalle sue mani che entrava ed usciva, che scorreva sulle pareti della vagina e contro il mio membro. Claudia pareva schiava del piacere che lei stessa si donava, muoveva con sempre maggiore intensità quell’oggetto, penetrandosi sempre più a fondo.
Volevo restare immobile sino al suo orgasmo per poi tornare a muovermi solo quando l’avessi sentita venire, ma non vi riuscii. Il suo corpo mi chiedeva di agire con i suoi movimenti e non potevo restare indifferente. Seguii il ritmo della sua mano, entravo in lei all’unisono del fallo. Furono necessari poche di queste mosse per strapparle l’urlo definitivo.
Claudia inarcò la schiena bloccandomi dentro di lei e urlò tanto forte da sconvolgermi. Fremeva, ansimava e tentava di spingersi completamente contro di me. Ebbe un orgasmo lunghissimo ed intenso e furono proprio le sue contrazioni a generare il mio. Eiaculai tutto quel poco che mi rimaneva nelle sue viscere mentre la stringevo per le anche.
Quando scivolai via, lei si accasciò sul materasso restando supina ed immobile, non so quando aveva lasciato cadere il fallo in terra. Dolcemente la sollevai per farla adagiare distesa sul letto, poi presi il fallo e con lui mi recai nel bagno, lo lavai con cura prima del mio stesso membro. Quando tornai in camera Claudia pareva assopita, le appoggiai il fallo vicino al viso, sul cuscino poi la coprii alla meglio.
Mi rivestii con calma recuperando i vestiti la dove la passione me li aveva fatti lanciare, cercai le pezze usate per legarla e le sistemai nel cassetto, la sedia a cui l’avevo legata era al suo posto. Controllai di non lasciare altre tracce poi uscii dalla camera chiudendo bene la porta. Raggiunsi la sala e misi un disco nel lettore, scelsi una genere a me molto caro: il blues. Mi lasciai trasportare dalla musica e dai pensieri, dal languore e dai residui d’eccitazione. Non sapevo spiegarmi il motivo che m’aveva indotto a cancellare ogni traccia del nostro recente gioco, il gesto di riordinare la camera stava, forse, ad indicare il mio disagio nell’esaudire la richiesta di Claudia?
In effetti, non mi piaceva il termine: “Usare”. Non avevo mai usato nessuno, per lo meno non consapevolmente ed è una cosa che odio con tutta la mia essenza. Sapevo che, in realtà, era stato un gioco voluto espressamente da lei, ma solo il termine mi dava fastidio.
Per questo le avevo lasciato il fallo sul cuscino, il messaggio di quel gesto era: ” Se vuoi essere usata, usa questo oggetto e fatti usare da lui mentre tu usi lui”. FINE





