In campagna (Parte 2 di 2)
22 feb 2010
Scritto da jovanna
Sperò che ciò favorisse la conclusione di quello stupro, ma il membro statuario pareva diventato insensibile bronzo. Non poteva vedere il volto dello zio, ma lo immaginava teso nello sforzo di resistere quanto più possibile alla tentazione di eiaculare. Allora lo strinse con le cosce e lo avvolse con le mani, premendo le mammelle gonfie sul torace dello zio. Avvertì la verga gonfiarsi in modo pauroso e, nella sua inesperienza, comprese che tra non molto lo sperma di zio avrebbe rinfrescato le pareti dolenti della sua vagina. Un ancor più acuto terrore la prese, al pensiero di restare incinta, ma fu incapace di ribellarsi. Il pube fece un movimento in avanti che spinse sino alla bocca dell’utero la punta del membro. Come da un abisso infinito, violento, frenetico lo sperma corse a fiotti lungo la canna, lo sentì con le labbra della vulva, finché l’abbondante getto vischioso la riempì completamente. E dopo uno ne venne un altro, poi un altro e poi un terzo e, mentre perdeva ogni capacità di ragione tranne che il poter sentire piacere nel pieno di un orgasmo violento, gridò gridò godendo e come percossa da un fulmine, si accasciò svenuta ai piedi dello zio mentre l’ultima goccia le cadeva sul candido ventre perlato. FINE
In campagna (Parte 1 di 2)
21 feb 2010
Scritto da jovanna
Questa è una storia accaduta qualche anno fa tra mio zio ed una mia cugina. Il fatto è accaduto un giorno d’estate nella casa di campagna di mio zio. Si trovavano lì per una di quelle noiose riunioni familiari che si svolgevano ogni tre quattro mesi. Non si incontravano però fa qualche anno visto che la ragazza non sempre accompagnava i genitori. Lo zio rise avanti all’imbarazzo di lei e a passi decisi si mise esattamente fronte alla ragazza, inchiodandole lo sguardo addosso, affascinato dalla sua giovane bellezza e dall’abito che pareva solo un velo luminoso sul suo corpo. La pelle bianca rifulgeva al lume delle candele e nel loro riflesso lo zio vide dinanzi a sé una donna, snella e aggraziata, il seno pieno e tondo, che si riversava generosamente e seducentemente fuori dalla veste. E il seno si sollevava e abbassava lentamente a ogni respiro. Le si accostò e con un fulmineo movimento le cinse la vita con un braccio, quasi sollevandola da terra; poi posò la sua bocca avida su quella della fanciulla, La ragazza vide se stessa come se fosse uscita dal proprio corpo e sentì che lo zio tentava di penetrarla. La resistenza della ragazza sembrò far desistere l’uomo che fece un passo indietro, sempre sorridendo, ma con un nuovo fuoco che gli ardeva nello sguardo. Con gesto repentino le strappò le vesti che caddero in un mucchietto attorno alle caviglie. Lei fissò l’uomo con gli occhi dilatati, muta per lo stupore poi si chinò per raccogliere gli abiti, ma le mani dello zio la presero per le spalle e la sollevarono, si trovò così racchiusa tra le sue braccia. Questa volta lottò e lottò divincolandosi dalla stretta. Lo zio si era liberato delle sue brache e il membro nudo svettava minaccioso e a tratti le si appoggiava addosso. Lei restava senza fiato ogni volta che la bocca dello zio s’impadroniva della sua e che i suoi baci appassionati le coprivano il volto e il seno. Sentì le mani dello zio scenderle lungo la schiena e poi le sue dita che la frugavano nelle parti più intime. Quando un dito dello zio si piantò con forza nel suo culo, atterrita, vinta dal panico, spinse con tutte le sue forze e per un attimo riuscì a svincolarsi. Lui scoppiò in una risata più fragorosa di quelle precedenti e noncurante delle lacrime della fanciulla si sbarazzò della camicia, mentre i suoi occhi ardevano di passione godendosi lo spettacolo delle grazie completamente svelate, di gran lunga più incantevoli di quanto avesse immaginato o persino sperato. Quella nipotina aveva un corpo degno di una Dea. Lei sbarrò gli occhi dall’orrore nel vedere dianzi a se per la prima volta un uomo nudo. Rimase inchiodata al pavimento finché lui non fece un passo avanti, urlò a più non posso. Lottò e si dimenò più volte, ma ogni suo movimento non faceva che assecondare l’intento dello zio. I capelli le si sciolsero, accendendo ancor di più il desiderio dello zio. La verga dello zio sembrava acciaio rovente. La cercava , la frugava tra le cosce, poi, con un colpo secco, l’impalò, muovendosi rapido nel culo di lei. Lei si sollevò di scatto, dalle labbra le sfuggì un grido, e un dolore cocente parve diffondersi nelle reni. Lo zio si ritrasse bruscamente, attonito per lo stupore, e abbassò lo sguardo su di lei. Le sfiorò teneramente la guancia e mormorò qualcosa con voce bassa e impercettibile, le si accostò dolcemente, baciandole i capelli e la fronte sudata e accarezzandole il corpo con le mani. Poi penetrò nuovamente a fondo incapace di trattenersi oltre la nipote, che aveva l’impressione che ogni suo movimento la squarciasse, e le salirono le lacrime agli occhi.
Quando le dita dello zio le frugarono nuovamente l’ano, involontariamente s’inarcò favorendo ancor di più l’inserimento del pene tra le labbra della sua vulva. Il ritmo dello zio si fece cadenzato e lei, con ancor più terrore, sentì che la clitoride, insensibile ai richiami della ragione e dell’orrore di ciò che le stava accadendo, reclamava il piacere drizzandosi come uno stelo, e le ghiandole cominciarono ad emettere linfa abbondante come le sue lacrime. Sperò che ciò favorisse la conclusione di quello stupro, ma il membro statuario pareva diventato insensibile bronzo. Non poteva vedere il volto dello zio, ma lo immaginava teso nello sforzo di resistere quanto più possibile alla tentazione di eiaculare. Allora lo strinse con le cosce e lo avvolse con le mani, premendo le mammelle gonfie sul torace dello zio. Avvertì la verga gonfiarsi in modo pauroso e, nella sua inesperienza, comprese che tra non molto lo sperma di zio avrebbe rinfrescato le pareti dolenti della sua vagina. Un ancor più acuto terrore la prese, al pensiero di restare incinta, ma fu incapace di ribellarsi. Il pube fece un movimento in avanti che spinse sino alla bocca dell’utero la punta del membro. Come da un abisso infinito, violento, frenetico lo sperma corse a fiotti lungo la canna, lo sentì con le labbra della vulva, finché l’abbondante getto vischioso la riempì completamente. E dopo uno ne venne un altro, poi un altro e poi un terzo e, mentre perdeva ogni capacità di ragione tranne che il poter sentire piacere nel pieno di un orgasmo violento, gridò gridò godendo e come percossa da un fulmine, si accasciò svenuta ai piedi dello zio mentre l’ultima goccia le cadeva sul candido ventre perlato. … (segue)
Valentina scopre il sesso anale (Parte 2 di 2)
15 gen 2010
Scritto da claudia
…. ”
Intanto Fabio eccitato dalle parole, trapana Valentina con colpi violentissimi
“Senti come ti sto limando la fica vaccona ….. sei così troia che ti faresti scopare anche in mezzo di strada …… ti spacco la schiena in due con questo cazzo ….. ti riempio la fica .. ”
Nel frattempo Valentina stralunata dal piacere dice
“Siii ….. godo come una cagna in calore …. innaffiami di sborra ….. godoo…. godooo ….. godoo come una troiaaaaaa ……. ”
Ma Fabio ha altri piani, smette di pompare e leva il cazzo dalla fica gocciolante della ragazza.
“Ora voglio mettertelo dietro” dice.
Valentina fa un’espressione di preoccupazione visto che non l’ha mai preso in culo.
“Ti prego, lì non l’ho mai fatto” dice.
“Eppure hai un bel culetto” le risponde Fabio
“Beh una volta mio marito ha provato a incularmi ma non c’è riuscito, e ce l’ha molto iù
piccolo del tuo. ”
“è venuta l’ora ti provarci” e detto così Fabio inizia a palpare il culo, a passare un dito sul buchetto per poi affondarlo.
“Ahi… ” urla Valentina, aggiungendo “mi brucia”.
“Cos’è che ti brucia” chiede L.
“Mi brucia il culetto” dice Valentina “ti prego non voglio sentire male”
“Vedrai che ti piacerà e poi qualcuno prima poi te lo doveva fare l’ovetto. Ora
inizierò a farcirti il buco merdoso, stronzetta. Mi sa che dovrò slargare un po’ questo buco” e inizia a forzare la rossetta mettendoci la grossa cappella.
Valentina emette un
“Ahi” e dice “Mi fa malee.. mi brucia”
Fabio appoggia la cappella sull’ano e forzando la stretta fessura dice:
“Ora ti metto questa bella suppostona così sarai bella farcita in culo”.
Con un colpo più forte entra dentro lo stretto canale
“Ahh…. mamma …. no …. mi stai spaccando…. ti prego…. ahhh… fa male …. “.
“Ancora ce n’hai solo metà. Ora te lo metto tutto” e spingendo arriva in fondo.
“Noooo…. non resisto….. mi sento in fiamme…… brucia … brucia…. mi brucia il culooo …… “.
Incurante delle lamentele di Valentina, Fabio inizia a pompare dicendo
“Un po’ va slargato questo buco. Sentirai un po’ di male all’inizio ma poi vedrai che ti piacerà da morire. Cazzo ce l’hai bello stretto e bollente. Mi stai strizzando la fava col tuo culino. ”
“Aghhhhhh….. che maleee… ce l’hai troppo grossoooo…. cazzo che male… mi stai spaccando il culo.. ”
“Sta zitta troietta, ” dice Fabio iniziando a pomparla con violenza
“stai zitta e goditi questo cazzone. Ti slargo tutta, ti voglio rompere il culo brutta stronza e troiaa. Te lo riempio fino all’intestino vacca…. troietta merdosaaa… Cerca ti muovere tu il culo”
Valentina è squassata dai colpi violenti e dal cazzone che le occupa tutto il retto.
Prima inizia a supplicare l’uomo
“Ti prego… mi stai slargando il culo … me lo stai rompendooo.. ahiii… più piano … ti prego … mi stai sfondandooo…. ” e Fabio le risponde
“Lo senti questo bastone nel culo eh, squinzia, ….. godo a fartelo sentire fino in fondo troia…. sììììì…… ti voglio spaccare questa buco del culo pieno di merda… te lo voglio allargareeee….. mmmmmm…… ti voglio ricacciare la merda fino in gola” e inizia a darle delle manate forti sulle chiappe.
Ad un certo punto, però, Valentina inizia a trarre piacere da quelle sensazioni di godimento e dolore e dice
“mmmmhh… mi sta iniziando a piacere ora… mmmhhh…. cazzo come mi svanghi beneee… mi stai sfasciando ma sto godendo…. daiii spaccami….. spaccameloo.. è bello anche così… ”
Fabio, allora, decide che è venuto il momento di cambiare posizione e senza levarle il cazzo dal culo si sdrai sul letto in modo che sia Valentina a cavalcare sul cazzo.
“Ora fammi una sega col culo” le ordina
“Devi muoverti in modo che il tuo culino sbatta sulle mie palle. Segami il cazzo con in retto, troia”
Valentina inizia a prendere il ritmo e sente il palo di carne intrappolato nel culo che va su e giù sfregandole le pareti irritate.
In questa posizione il cazzo arriva ancora più in profondità dandole delle fitte di dolore, ma il godimento e ancora maggiore.
Sentire quel palo bollente che la rovista negli intestini è una sensazione che
Valentina non ha mai provato e le fa bagnare la fica in modo spaventoso.
“Dai ora muovi lo sfintere come se stessi cacando troia. Spompinami il cazzo con il buco marrone” dice Fabio e Valentina diligentemente muove i muscoli del retto in modo da strofinare il cazzo di L. ben piantato nel suo culo.
“Dai vacca … mi stai facendo un bel servizio col culo … dai che ora godo e ti
allago il culo di sbrodaa .. daii…. segami il cazzo col retto”
“Il tuo cazzone mi sta facendo impazzire… daiiii… mi brucia il culino ma godo da matti. ”
“Sei una troia merdosaaa….. che gode col culo. Dai dillo mentre ti sbatti sul mio cazzone”
“Siii. sono una troia merdosa…. mettimi questo bastone fino in fondo…. sto
godendo….. godoooo… godoooooo” e Valentina viene.
Fabio si mette a pompare anche lui e urlando
“Eccoti la sbroda vacca da quattro soldi ….. ti allago gli intestini di sbrodaaaaa” viene.
Valentina è disfatta dal piacere.
I due si baciano con un lungo lingua in bocca e quando Fabio tira fuori il cazzo vede che è tutto sporco di merda.
“Mi dispiace” dice Valentina ma Fabio le dice
“Vedrai, saprai trarre godimento anche da questo. ”
Valentina è sbalordita, ma prima che possa rispondere, Fabio conclude
“Ora andiamo a rinfrescarci perché avremo un ospite a cena. ”
Questa visita sarà per Valentina un altro passo verso nuovi mondi del piacere. FINE





