L’amico di papà

Che caldo… si che caldo faceva quel 28 luglio di 6 anni fa! Ero sola in casa, i miei erano partiti per Parigi con degli amici e ci rimanevano per un week end. Avevo la casa a mia completa disposizione, il giardino soprattutto, amavo sedermi la sera sul dondolo e guardare le stelle e la luna. Quel pomeriggio ero davanti alla tv, bevevo una bibita fresca e facevo zapping…

Bussano alla porta… era lui uno dei migliori amici di mio padre, Giorgio è il suo nome, un bell’uomo alto, abbastanza robusto, occhi chiari, e 42 anni portati bene. Lo conoscevo da circa 6/7 anni e lui conosceva me…

Lo feci accomodare e gli offrii una bibita anche a lui… e continuammo a fare zapping, ma dopo poco mi accorsi che si era addormentato come un bambino sulla poltrona.

E mo che faccio? Mi chiesi – Erano quasi le 19. 30 prima di prepararmi la cena, vado a farmi una doccia son tutta sudata – mi dissi. I 20 minuti sotto la doccia passarono velocemente… erano quasi le 20. 00, lui dormiva ancora e incominciai a preparare la cena in accappatoio, amavo stare così, preparai qualcosina anche per lui… erano le 21. 00 e come di consueto mi sedetti in giardino, sul dondolo a guardare il cielo.

All’improvviso mentre avevo il capo alzato ad ammirare le stelle, sento due mani appoggiate sulle spalle, era lui, Giorgio, mi girai a guardarlo e mi sorrideva. Entrammo dentro perchè incominciava a far freddino, io ero ancora in accappatoio, avevo tutti i capelli bagnati che mi cadevano sulla schiena. Ci stavamo sedendo x cenare che d’improvviso, senza neanche accorgermene, mi slacciò la cintura dell’accappatoio, che si apri sotto i suoi occhi. Io, li, zitta, non sapevo che dire e che fare…

Dolcemente me lo tolse e lo fece cadere a terra ai miei piedi. Allora gli chiesi – Perchè sei venuto? – E lui

- Per te, solo x stare con te – Si adagiò dietro le mie spalle, sentivo il calore del suo petto, si era tolto la maglia prima, aveva caldo. Appoggiò le mani sul mio seno, accarezzandolo dolcemente, poi scese sempre più giù fino ad arrivare tra le mie gambe, nel punto più caldo del mio corpo. Si accorse che non gli era indifferente, allora mi prese in braccio, mi diede un bacio che non potrò mai dimenticare… allora avevo 18 anni non tutti i ragazzi baciavano in quel modo maturo, sicuro di se.

La sua lingua accarezzava la mia, in un miscuglio di gusto e sensazioni piacevoli. Mi adagiò sul divano, la tv era ancora accesa, prese il telecomando e la spensa senza esitazione. Si denudò anche lui, e continuava a baciarmi, ora non più solo le labbra, ma ovunque, i seni, le braccia, le gambe, e arrivò fino al nido d’amore. Allora mi chiese se mi piaceva e io affannando gli risposi a sotto voce di si…

Le sue labbra, la sua lingua si muovevano come un ballo liscio, e poi un latino americano… le mie gambe incominciarono a vibrare e si staccò, dandomi un bacio per farmi assaporare ciò che era mia, era dolce, era buono.

Mi prese poi le gambe e le appoggiò sulle sue spalle, mi guardò dritto negli occhi, puntò il suo pene dritto al centro del focolaio, e mi penetrò dolcemente, poco per volta, feci un sospiro di piacere enorme, mi piaceva moltissimo. I suoi movimenti così sicuri, così precisi, stavamo ballando un tango di sensazioni, le mie grida si univano alle sue, il sudore aumentava sempre di più ed il ritmo era sempre più incalzante…

Stanchi di quella posizione, ci alzammo, e ci adagiammo in terra, nella classica posizione a 4 zampe.

Che piacere intenso, così era più bello, lui mi teneva stretti i seni… quando d’improvviso urlai dal piacere, ero arrivata al momento più intenso, quello che lui desiderava e che io chiedevo… Subito dopo lui, velocemente uscì dal nido e arrivò sul mio sedere. Dopo che c’eravamo calmati, mi chiese scusa di ciò che aveva fatto, gli risposi che non era importante e che era stato bellissimo.

Da quel giorno, Giorgio ed io, c’incontravamo 2 volte la settimana in una vecchia casetta di sua proprietà. Era ed è sempre più bello unirmi a lui, sentire il suo profumo, il suo gusto, parlare dei suoi problemi e dei miei…

Sono passati 6 anni da allora e io e Giorgio invecchiamo assieme, 2 volte la settimana su quel lettino, a ballare sempre l’ultimo tango dell’amore! FINE

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