Una moglie come Alessandra (Parte 1 di 2)

Di mia moglie, era una ragazza che frequentava spesso la nostra casa per via del lavoro che svolgeva insieme a lei, non era certamente una strafica ma aveva molto fascino più giovane di mia moglie di 3 anni, capelli lunghi mora formosetta.
Tutto si svolge negli anni ottanta, arrivando a casa una sera dal lavoro trovo Alessandra in casa nostra con Sabrina me la presenta e vedo con piacere che Ale non ha nessun imbarazzo nei miei confronti anzi comincia subito con un tono confidenziale, vengo a sapere che è spesata anche lei da alcuni anni senza bambini.
Il rapporto di amicizia frequentando le rispettive famiglie, nel frattempo conosco anche il marito, si consolida e cominciamo ad uscire in discoteca, a cena, al cinema ma il più delle volte rimaniamo in casa a parlare e a giocare fino alle due tre di notte.
Passano i mesi una sera Sabrina mi dice che siamo invitati ad una mostra malacologica con Ale e Marco, vengono a prenderci e andiamo alla mostra entriamo nel locare e la ressa è tanta ci tocca stare in fila io mi trovo davanti ad Ale poi Sabri e Marco mi volto verso di loro e involontariamente appoggio il braccio sul seno abbondante di Ale mi accorgo di questo e gli dico di scusarmi lei mi risponde di non preoccuparmi e rimane appoggiata, sentivo il capezzolo poiché eravamo in settembre e il vestiario era esiguo tra me mi dico “questa ci stà” ma non voglio rovinare l’amicizia che ci lega, così faccio un nuovo tentativo e mi metto dietro di lei e nella calca le appoggio una mano sul gluteo non si muove, allora divento più audace mi sposto al centro e le infilo il dito in mezzo alle natiche lei si volta e mi sorride, intanto il mio cazzo si è risvegliato mi sposto e lo appoggio proprio sul bel culo e lei ancora una volta non si muove anzi sento una forte spinta, non ho più dubbi ci stà.
Quella sera non è successo più nulla il fatto passa in secondo ordine e la nostra vita ritorna quella di sempre , poi il fatto abitavamo in una casa alla periferia del paese con un garage dietro, sopra a questi c’era una camera che avevo adibito ad officina e dove al sabato mi ritiravo per eseguire i miei lavori di bricolage, una scala di legno per arrivarci molto ripida e pericolosa ma io la lasciavo così potevo stare tranquillo che pochi riuscivano a salire.
Sabri quella mattina mi dice che deve andare a fare la spesa e se ne và, dopo circa una mezz’ora sento uno scooter che si ferma davanti alla casa, mi affaccio alla finestra della mia officina e vedo Alessandra che smonta la chiamo e le dico che Sabri è uscita con i figli per la spesa e che nè avrà per almeno due ore buone, di rimando lei mi chiede se può aspettarla perchè è una cosa urgente che non può rimandare, allora io scendo e le dico di accomodarsi in casa ma lei non vuole disturbarmi e mi chiede di vedere cosa sto facendo di bello nell’officina e con quello spirito sbarazzino che la contraddistingue si arrampica per la scala io le corro dietro per paura che cada infatti lei inciampa e oscilla, allungo una mano e l’appoggio sul suo bel culo e la spingo in alto guardando in alto per vedere cosa stavo facendo vidi un paio di mutandine blu che contrastavano con la sua pelle bianca e morbida un paradiso che non devo toccare mi dico per non rovinare l’amicizia.
Lei ridendo sale e si siede su uno sgabello di legno fatto da me e mentre compie questo gesto la gonna si alza fin quasi all’inguine, la guardo proprio in quel punto lei non si copre mi avvicino come ipnotizzato , le poggio una mano aperta sulle mutandine di pizzo proprio sul monte di venere e la guardo negli occhi, lei guarda me e mentre il mio dito comincia a muoversi chiude gli occhi e mi dice “finalmente”.
Incoraggiato mi chino e le sfioro le labbra insinuando la lingua dentro la sua bocca lei mi accoglie e sento che calda un bacio profondo lungo, le dita si fanno più intraprendenti scosto il bordo delle mutandine e le entro direttamente in figa non mi è difficile poichè è un lago, continuo per alcuni minuti a pompare con due dita e sento che Ale si scalda sempre di più comincia a sospirare sempre più forte.
In mezzo alla stanza ho messo un tavolo per i lavori più grandi, la prendo in braccio e la siedo sul bordo del tavolo allargo ancora le gambe e mi ci piazzo in mezzo, lei crede che voglia scoparla subito e si allunga sul tavolo ma non è mia intenzione farlo, visto che ho tempo voglio proprio goderla fino in fondo, le alzo la gonna e le sfilo le mutandine ormai fradice, le dò ancora la lingua n bocca e le tiro fuori due tette che fanno impressione penso che porti la 4° misura, le palpo le bacio poi piano mi abbasso verso il suo ventre quando arrivo alle mutandine le sfilo e comincio a baciarle il grillo non faccio in tempo a introdurle la lingua tra le grandi labbra che la sento tremare stava avendo il suo primo orgasmo breve ma intenso, poi mi disse che era da quella sera alla mostra che lo desiderava, continuo a leccarla e ad introdurre dita poi casualmente tocco il suo buchetto e sento un sospiro più forte ci metto la linguae lei alza le gambe per darmelo tutto, ero in un torbido stato confusionale mi alzo e la guardo in quella posizione, gambe scosciate tette fuori e figa aperta è uno spettacolo di lussuria, non ce la faccio più faccio uscire il cazzo e lo appoggio alla sua bollente fessura lei con un movimento veloce mi ci fa entrare tutto, la pompo con tutta la forza che ho spinte veloci e profonde che la lasciano senza fiato ad un tratto sento che l’eiaculazione stà arrivando e non voglio che finisca così presto. … (segue)

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